La Biblioteca Comunale Fantoniana di Palestrina ha riaperto i battenti al pubblico dopo la pausa dovuta alle restrizioni sanitarie. L’amministrazione comunale ha comunicato che da giugno 2021 la struttura è nuovamente accessibile, con modalità di fruizione pensate per garantire la sicurezza degli utenti. Chi desideri utilizzare la sala lettura deve prenotarsi contattando il numero 06.85387793 oppure scrivendo a palestrina@bibliotecheprenestine.it.
Orari e regole di accesso
La Fantoniana osserva un calendario ridotto rispetto ai servizi ordinari, con aperture concentrate in tre giorni della settimana:
- Lunedì dalle 15:30 alle 17:30
- Mercoledì dalle 9:30 alle 13:00
- Giovedì dalle 15:30 alle 17:30
Per contenere i flussi, la capienza della sala lettura è limitata a quattro persone contemporaneamente. Una scelta prudenziale che rispecchia le esigenze sanitarie del momento, mantenendo comunque il servizio culturale fondamentale per la comunità palestrinese.
Una struttura moderna ricavata da edificio storico
La biblioteca ha inaugurato i propri spazi nell’ottobre 2020 all’interno dell’ex Mattatoio, un edificio storico del territorio che è stato completamente rigenerato. I circa 300 metri quadri della struttura ospitano quattro sale tematiche dedicate a diverse aree di interesse, un atrio d’ingresso, una sala fotocopie, un guardaroba e un’innovativa area multimediale rivolta ai giovani lettori. A questi ambienti si aggiungono una sala conferenze e gli uffici amministrativi, concepiti per trasformare la biblioteca in un vero centro culturale del comune.
La scelta di riqualificare il vecchio mattatoio come sede della nuova biblioteca rappresenta un intervento significativo di recupero urbano nel territorio dei Castelli Romani, coerente con la tendenza sempre più diffusa di donare nuove vite a edifici dismessi.
Interessante notare come anche l’edificio stesso abbia una storia travagliata sul territorio comunale. Secondo quanto documentato nel libro “Fotografie e storie della gente di Palestrina 1850-1950” di Peppino Tomassi, la realizzazione del mattatoio richiese anni di dibattiti e contenziosi. All’inizio del Novecento, il vecchio macello di vicolo del Macello risultava insufficiente per le esigenze della città. Nel 1907 fu affidato agli ingegneri Antonio Clementi e Luigi Parmigiani il compito di progettare una nuova struttura, mentre si richiedeva un mutuo alla Cassa Depositi e Prestiti di 45.300 lire. Il primo terreno individuato, di proprietà di Ciprari Agapito in località Sabatuccio, dovette essere abbandonato per il rifiuto del proprietario di cederlo. Solo l’anno successivo si trovò una soluzione, con un’area in via Madonna dell’Aquila acquisita mediante esproprio per pubblica utilità al prezzo totale di 6.900 lire. Un iter amministrativo lungo e complesso, caratteristico dei progetti pubblici dell’epoca.